Il 9 di Luglio è sempre una data che fa tornare in mente dolci ricordi a tutti gli italiani, amanti di sport e di calcio perché, nel 2006, in questo giorno, la nazionale azzurra, ha alzato al cielo la Coppa del Mondo sotto il cielo di Berlino.

L’Italia è Campione del Mondo per la quarta volta nella sua storia. 

Il cammino degli azzurri inizia con le polemiche dovute allo scandalo che travolse il calcio Italiano che passò alla storia come Calciopoli. In questo caso molti sostenevano che Cannavaro e compagni non sarebbero dovuti nemmeno partire per la competizione iridata. 

Marcello Lippi, CT azzurro, fu molto bravo ad isolare i suoi ragazzi all’interno dello spogliatoio senza dare particolare ascolto a ciò che veniva da fuori. Questo fece sì che il gruppo si rafforzò ulteriormente arrivando in fondo alla competizione. 

Il CT Lippi osserva la sua squadra in azione.

Il cammino della compagine italiana inizia con il Ghana, squadra più in forma del continente africano. L’Italia si sbarazza della squadra che gioca in tenuta bianca, dove militavano varie conoscenze del calcio italiano come Appiah e Asamoah, per due a zero con reti di Andrea Pirlo e Vincenzo Iaquinta. 

La seconda partita del girone è quella contro gli Stati Uniti.La sfida con la nazionale a stelle e strisce terminerà in pareggio, 1-1, il risultato e sarà l’unica partita dove l’Italia subisce un gol su azione, autogol di Zaccardo. Da segnalare che Daniele De Rossi venne espulso, l’ex centrocampista della Roma, si rivedrà in campo solo in finale con la Francia.

L’ultima partita del gruppo vede gli azzurri imporsi sulla Repubblica Ceca di Pavel Nedved per 2-0. In questa gara si fece male Alessandro Nesta, l’ex difensore satò tutto il torneo a causa di quell infortunio.  Quella partita vide andare a segno per la prima volta Marco Materazzi e Pippo Inzaghi. Dopo quella partita l’Italia approda agli ottavi di finale. 

Il passaggio del turno regala agli azzurri l’Australia, allenata da Hiddink stesso CT che quattro anni prima eliminò gli azzurri seduto sulla panchina della Corea del Sud. Questa fu una partita strana. Materazzi espulso dopo pochi minuti, dentro Barzagli, l’Italia fa fatica. La gara si sblocca solo all’ultimo minuto quando Fabio Grosso, uomo degli ultimi secondi, entra in area e viene atterrato. Rigore. Si presenta Totti sul pallone, l’ex capitano della Roma non fa il cucchiaio, preferisce andare di potenza e segna. La gang allenata da Lippi approda agli ottavi di finale. 

Al turno successivo l’avversario è l’Ucraina della stella del Milan Shevchenko, attualmente ct di questa selezione, 3-0 per gli azzurri. In questa occasione Luca Toni, ariete azzurro, segna i suoi primi ed unici gol del mondiale. L’altro gol che va a referto porta la firma di Gianluca Zambrotta. L’Italia è in semifinale. 

Questo è il vero turning point della spedizione in Germania, la selezione italiana si trova a giocare una semifinale di un mondiale in casa dei temutissimi padroni di casa, nello stadio dove non hanno mai perso, il Westalien di Dortmund. La montagna pare molto difficile da scalare ma Cannavaro e compagni ce l’hanno fatta. Mitica fu la telecronaca di Fabio Caressa di Sky ed il suo proverbiale “Cccccannavaro”. I tempi regolamentari si fermano sullo 0-0. Lippi manda nella mischia uno che durante tutta la sfida lo cerca con lo sguardo come per dirgli “oh mister mi fai entrare” , stiamo parlando di Alex Del Piero. L’ex allenatore racconterà che si sentiva dentro che il suo capitano ai tempi della Juve avrebbe segnato,era troppo carico. Quando tutto sembra portare alla lotteria dei calci di rigore per determinare chi dovesse affrontare la Francia in finale, ecco un corner. Andrea Pirlo lo batte corto per Fabio Grosso, il terzino (uomo degli ultimi minuti) prova un tiro a giro che lascia incolpevole il portiere tedesco. E’1-0. L’italia è in visibilio, anche il giocatore si lascia andare in un urlo liberatorio che sarà paragonato al famoso urlo di Tardelli. Siamo avanti 1-0. La partita pare finita, invece no. Cannavaro pare una muraglia umana, respinge gli attacchi tedeschi e fa ripartire un contropiede. Dentro il pallone per Gilardino che lo tiene vicino alla bandierina. C’è un giocatore che si è fatto di corsa tutto il campo per farsi dare il pallone dal compagno. Così succede. Prende la palla e segna il 2-0. E’ Alex Del Piero. L’Italia è finale del Mondiali. Secondo il parere di chi scrive la nazionale azzurra ha vinto il Mondiale in questa partita. 

E’ il 9 di Luglio del 2006, è l’Olympia Stadion di Berlino, sono passati esattamente 14 anni. L’Italia gioca in finale contro la Francia. I transalipini vanno subito in vantaggio con Zidane, il capitano dei galletti trasforma un rigore. Noi italiani, si sa, rendiamo meglio quando siamo sotto pressione. Dopo pochi istanti, infatti, c’è un corner a nostro favore. Pirlo la mette in mezzo, più in alto di tutti ecco arrivare Materazzi che la mette dentro. 1-1. Il difesnore esulta indicando il cielo. La partita va a fiammate. Ma termina 1-1. Questa sfida passerà anche alla storia per essere stata l’ultima della carriera di una grande stella del football mondiale. Ziendine Zidane che si è macchiato la fedina per aver tirato la famosa testata all’autore dell’1-1. Francia in 10. Si vai ai rigori. Per i francesi sbaglia lo juventino Trezeguet. Quando si tratta di calciare quello decisivo, ecco arrivare sul dischetto l’uomo degli ultimi minuti, Fabio Grosso. Lippi ha sempre creduto su questo ragazzo, e a posteriori ha fatto bene. Il pallone che sta per calciare è pesantissimo, il fiato di milioni di persone è sospseso. Il terzino calcia. La palla è dentro e l’Italia è Campione del Mondo per la quarta volta nella sua storia. 

La formazione azzurra nel 2006.

Si festeggia, il condottiero di quel gruppo: Marcello Lippi è portato in trionfo. Se lo merita Marcello. Vero uomo in più di quel gruppo. 

Sono passati ben 14 anni da quella fantastica notte, speriamo che il calcio italiano abbia la possibilità di tornare a vivere notti del genere. Dopo aver toccato il fondo, si può solo risalire. La maglia azzurra lo merita. Gli italiani in questo periodo così complesso, difficile, meritano di sentire ancora un senso di unità, di coesione, di senso nazionale più che mai e forse questo anniversario, ci regala speranza.

F.M. 


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